Crocifisso in classe

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Crocifisso in classe

Messaggio  Nathan il Mar Nov 03, 2009 6:39 pm

Corte Ue: no al crocifisso in classe. Il governo italiano farà ricorso
Secondo i giudici costituisce una violazione dei diritti dei genitori a educare i figli secondo il proprio credo. La Cei: «Decisione irresponsabile»
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Nathan
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Re: Crocifisso in classe

Messaggio  anera90 il Ven Nov 06, 2009 10:49 am

E' vero che il crocifisso è un simbolo cristiano a cui noi siamo legati, è vero anche che non si può assolutamente negare che la cultura cristiana ha influenzato enormemente con i suo ideali, facendo per così dire da madrina di battesimo, alla cultura occidentale più in generale, ma è altresì vero che oggi gli stati, anche a garanzia della libertà di professione di fede (Art. 8 della Costituzione), non presentano più la religione di stato ma sono dichiaratamente laici. Nel caso specifico dell'Italia, nel punto primo del protocollo addizionale del concordato tra Santa Sede e Italia del 18 febbraio 1984 in relazione all'art. 1 , a chiarimento di ogni equivoco, leggiamo che "si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano". Seppur fondante della nostra cultura (e tale concordato punta più volte a ricordare la valenza della nostra religione), il Cattolicesimo non è la SOLA religione e, a scanso di equivoci, lo Stato è laico. Se consideriamo inoltre che a detta dello Stato il Crocifisso è soltanto un arredo da porre in essere nelle aule scolastiche (anzi a detta di fonti regolamentari e non fonti legislative sugli arredi pubblici sulla quale tra l'altro la Corte Costituzionale non si è potuta esprimere e si è dichiarata incompetente a decidere (sentenza 389/2004)), non è che Gesù ci faccia proprio una bella figura. Già perchè lo Stato non Gli riconosce nè l'identità di simbolo religioso nè l'identità di simbolo culturale ma Lo tratta come un semplice suppellettile da appendere negli edifici pubblici, laddove il bilancio lo consenta, insieme alla foto del Re o del Presidente della Repubblica a seconda del periodo storico in cui leggiamo tale decreto (art. 119 Regio decreto 26 aprile 1928). Inoltre la mia esperienza scolastica mi porta ad affermare che il crocifisso rappresenta solo i pochissimi veri cristiani presenti in classe (la religione cattolica ha la colpa di prediligere il numero dei fedeli alla qualità: a mio modo di vedere non esistono cattolici non praticanti ma il numero dei fedeli è stimato solo in base ai battesimi celebrati) che, diciamoci la verità, non hanno poi questo bisogno del simbolo; al contrario i comportamenti di questi pochi veri cristiani è da esempio e riflessione per chi non crede ed è atto anche ad evangelizzare. Detto questo resto fermamente convinto che una plausibile risoluzione non sia tanto il francese asettico laicismo dello Stato ma il più appropriato, a mio dire, pluralismo inglese dove a seconda degli alunni presenti in aula si affiggono i simboli religiosi corrispondenti in modo che ognuno di loro abbia garantita identità culturale e religiosa in modo paritario. Fondamentale a questo punto è riuscire ad aprirci al mondo che ci circonda e alla pluralità senza necessariamente dimenticare le nostre radici (non dimentichiamo a chi dice che questa apertura è una minaccia alla nostra cultura e tradizione che noi non siamo stati da meno: nella lontana isola di Pasqua sono rimaste soltanto 21 tavolette che racchiudono probabilmente la storia dell'isola e sono scampate alla furia dei missionari che, reputandole oggetti idolatri, speravano - distruggendole - di facilitare la conversione al cristianesimo), essere fieri di poter consentire a tutti libertà e pari diritti senza tirare in ballo stupide controversie sugli islamici che non ci danno libertà di culto nei loro paesi e ci perseguitano. Perchè facciamo attenzione: a questo punto si cade nel tranello del "killer condannato alla pena di morte" ovvero nel mettersi al livello di chi ci arreca del male per non dire nella vendetta! Gesù ci ha insegnato, come ho già detto in un altro post, che:
"Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. [...] Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste" (Mt 5, 38-48).
Se devo essere sincero mi fa molto male sentire tanti uomini di Chiesa che attaccano, rivendicano e accusano. Credo che in questo stralcio di Vangelo sia racchiuso tanto del Cristianesimo. Gesù non ci chiama dall'alto dettando regole, bensì, e il brano del Vangelo su Zaccheo (Luca 19, 1-10) ce ne fa rendere conto, ci chiama dal basso e ci invita all'umiltà, alla piccolezza, alla semplicità..... Dio ci lascia liberi. La libertà di scelta data dall'Amore di Dio non ha eguali. Ma purtroppo spesso tutto ciò, in un travisato intento di Evangelizzazione o in una smisurata voglia di primeggiare vengono gettati nel dimenticatoio; e la Chiesa ne esce sempre con una pessima figura.
In conclusione faccio un invito a tutti i rappresentanti della Chiesa Cattolica sperando di non apparire presuntuoso o altro perchè è un invito che rivolgo sì agli uomini in talare, ma è un invito a tutti i cristiani e che anche io spessissimo mi rivolgo: è quello che Gesù fa a Zaccheo, l'invito all'accoglienza, all'amore, alla fratellanza fra tutti, cristiani, ebrei e musulmani o qualunque religione persegua i fini che persegue il Cristianesimo.
«Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
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Re: Crocifisso in classe

Messaggio  nemo il Sab Nov 21, 2009 5:23 pm

Concordo anera90 ma in ogni caso il crocifisso rientra nelle nostre tradizioni e quando vado ospite o mi trasferisco in un paese estero non vado a cambiare le loro tradizioni
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Amare incondizionatamente

Messaggio  anera90 il Gio Dic 17, 2009 1:18 pm

ritengo questa la solita frase che, ahimè, molti cattolici italiani usano! "noi abbiamo le nostre tradizioni, a noi le chiese non le fanno costruire, vadano a pregare nei loro paesi.." ecc ecc...
Cari Cristiani, ma non è forse l'amore totale i incondizionato che ci ha insegnato Gesù?? Che cavolo... ci comportiamo come tanti bambini che non vogliono si tocchi loro i giocattoli! ma noi non siamo bambini! piuttosto siamo maturi e adulti (o così dovrebbe essere) e per quanto sia difficile dovremmo sforzarci un po' ad amare!!! non siamo disposti ad aprirci a chi sopra di sè vede un altro Dio e vuole solo pregare come facciamo o dovremmo fare noi! Non siamo disposti ad accogliere chi ci sta vicino solo perchè ha qualcosa di diverso! Solo perchè è nero o giallo, solo perchè magari è omosessuale o peggio ancora perchè è di un'altra religione!! Ma non ci aveva detto che l'unica cosa da fare era amare?? Quando abbiamo allontanato questo messaggio, il vero messaggio per caricarLo di stupidità futili??? stupidità futili dell'uomo e non di Dio. Cosa fare Lui ce l'aveva detto. Amare.
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Re: Crocifisso in classe

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